CONCERTO DI ALAN PARSONS A VIGEVANO |
| Ecco il report. |
Vigevano, domenica 30 luglio 2006 Inizia qui una nuova rubrica in cui si vuole presentare il rapporto di viaggio di un away team della Leonardo impegnato nell'ascolto di live di gruppi più o meno noti in giro per l'Italia, l'Europa e il resto del mondo. Inizio io questa rubrica perché quello di ieri era il mio primo concerto rock quindi con l'entusiasmo del neofita scrivo queste due righe. A Vigevano non ci andavo da solo, portavo con me l'amico Luca, lui all'attivo aveva solo il tour di Antonacci ‘Convivendo', per altro portato là a forza dalla sua ex. Non gli era piaciuto. A vedere Alan Parsons l'ho portato io, lui che aveva l'album Eye in the Sky, io non avevo nemmeno quello. L'away team era composto da me, Daniele il Gatto, Paolo e Filippo degli Amadini Brothers, Andy e Barbra. Proprio quest'ultima è stata colpevole di un copia-incolla circolato in mailing list che mi ha portato al colossale equivoco: io a Vigevano oltre a sentire Alan Parsons ci andavo anche per vedere David Gilmour. Il nostro Capitano infatti aveva postato che il Gruppo aveva tra i suoi componenti anche il mitico Pink Floyd. Solo che il ‘pezzo' da lei copiato si riferiva al gruppo originale, adesso David fa storia a sé, anzi in questi giorni è in giro per l'Italia con un tour tutto suo. Vabbè, mi dico io, vediamo allora se comunque i miei dieci euro del biglietto sono spesi bene. L'away team era riuscito a conquistare degli ottimi posti in ottava fila, proprio a pochi metri dal palco! Posti che dovrò difendere per dieci interminabili minuti mentre i milanesi vanno a rifocillarsi. Il concerto deve iniziare alle 22.00 e invece dopo mezz'ora di fischi, applausi, richiami Alan! Alan! Alan! ancora nessuno si vede. Qualcuno arriva al punto di urlare ‘noi domani mattina dobbiamo andare a lavorare'. La location del concerto è notevole: il giardino di Castello Sforzesco di Vigevano, un luogo davvero adatto ai concerti estivi, che si affaccia tra parentesi su Piazza Ducale, una delle piazze più belle d'Italia. Le zanzare non sono troppo invadenti. Panini con la salamella davvero ottimi e birra Menabrea venduta nei bicchierini di plastica originali. Quando il pubblico sembra che stia per perdere la pazienza, e già qualcuno teme che sia successo qualche inconveniente (l'ipotesi che circola di più è che Alan, non abituato al limoncello e con l'impatto dell'aria condizionata del furgoncino che l'ha portato sotto il palco, abbia avuto un clamoroso attacco di sciolta), ecco che i musicisti salgono sul palco alla spicciolata. Qualcuno porta una lattina di coca cola, qualcuno un asciugamano, alcuni addirittura si ricordano di portare lo strumento. Chi sarà Alan? Quello alle tastiere? Quello con la chitarra? Quello dietro la batteria? No, Alan deve ancora salire sul palco, e quando lo fa, la sua presenza è imponente. Alan è un omone di oltre due metri con una pancia da bevitore accanito di birra. Iniziano a suonare e l'impressione dell'impatto iniziale è davvero favorevole. Sul palco ci sono due generazioni di musicisti: gli amici di Alan della prima ora e nuovi componenti un pò più giovani. In particolare il cantante sembra un clone di Robbie Williams che zampetta sul palco tra musicisti che sono coetanei di Mick Jagger. Ma il mix funziona. E come in ogni squadra di successo, come l'Italia campione del mondo porta al gol tanti giocatori, tutti i musicisti avranno un pezzo in cui saranno il lead vocalist. Andy di fianco a me ogni tanto mi suggerisce i titoli delle canzoni. Io a mia volta li passo a Luca. Il concerto prende quota con pezzi davvero belli e coinvolgenti, nella seconda parte si viaggia davvero ad altezze stratosferiche e Barbra e Andy iniziano il loro personale show. Tutto il pubblico in piedi quando Alan & Co. attaccano il prologo di Eye in the Sky. Davanti a me una ragazza sui 40 anni inizia a dimenarsi e ad ancheggiare come se ne avesse avuti 18, io rimango un po' distratto dalla prestazione, e in beata contemplazione sento gli ultimi pezzi di Alan prima del gran finale. Alan & Co. raccolgono i meritatissimi applausi, escono dal palco. Cinque minuti di applausi per farli comparire di nuovo. Il batterista, biondo e fisicato, che per buona parte del concerto era a torso nudo con notevole godimento delle ragazze, compare con una maglietta dell'Italia e il buon Alan ci saluta campioni del mondo. Noi ricambiamo con il solito poporopoppooo. Dopo tre pezzi di bis il concerto si chiude definitivamente, ultima tappa europea per Alan. Questa mattina mi metto ad ascoltare Eye in the Sky e guardo sconsolato le mie casse constatando che il suono che ne esce non è nemmeno minimamente paragonabile a quello di ieri sera. E, già malinconico, inizio a scrivere. |
| Questo report sarà disponibile anche sul prossimo numero della fanzine della USS Leonardo. |
| Ecco alcune foto |
| Due spettatori in attesa dell'inizio del concerto. |
| Uno scorcio del castello. |
| Un momento del concerto. |
| Assolo di chitarra di Alan. |
| Saluto finale. Da notare la maglia dell'Italia indossata come omaggio ai Campioni del Mondo! |